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La gatta Zoe e la cesta ritrovata

Per il mese di dicembre entriamo in atmosfera natalizia e vi regaliamo la vera storia di un’adozione.

La storia che stiamo per raccontarvi è ambientata nell’agosto del 2017 nella provincia di Cremona. Chi di voi abita in queste zone o comunque in pianura padana sa cosa significa viverci in piena estate. Provate a immaginare distese di campi bruciati dal sole. L’asfalto delle strade che cuoce, in lontananza pare uno stagno d’acqua, ma è solo un miraggio del caldo umido che si appiccica alla pelle.

Ora immaginate di essere un gatto – in agosto in pianura padana – anzi una gatta che ha appena dato alla luce tre cuccioli. Purtroppo oltre alla sofferenza del caldo e allo sforzo del parto state per vivere un’esperienza difficile: l’abbandono. Siete ancora affaticati dal parto, quando le mani di un uomo o di una donna vi prendono per riporvi, insieme ai vostri gattini, in una cesta.

Dentro la vostra nuova cuccia vi caricano sull’auto: “Andremo dal veterinario!” Questo è il pensiero che vi passa per la testolina pelosa. L’auto si ferma, allungate il collo e sbirciate fuori dal finestrino: “Che strano, non riconosco quel cancello!”. Vi fidate di chi vi ha nutrito per circa un anno e non fate domande né vi lamentate. Il cancello è chiuso. La casa sembra disabitata, forse la famiglia che vi alloggia è in vacanza, in fondo è la settimana di Ferragosto. Il motore dell’auto si spegne e allora capite di essere giunti a destinazione: “Sarà un altro veterinario, il solito sarà andato al mare”. Pensate positivamente, mentre i vostri cuccioli tettano il latte facendo le fusa. La mano che vi ha messo prima nella cesta vi afferra di nuovo. Vi estrae dall’abitacolo della macchina e, a passi lenti, si dirige verso il cancello chiuso. La mano posa la cesta tra il cancello e il muretto che fa da recinto al giardino della grande casa di campagna. Siete stanchi, allattare i vostri primi cuccioli è faticoso e le tre piccole pesti sono sempre affamate. Chiudete gli occhi e vi addormentate. Non vi accorgete che la mano che vi ha posato accanto a quel cancello si sta allontanando. Non vi guarda. Non vi sente. Non si gira nemmeno per un saluto. Ma vi sentite fortunati: avrebbe anche potuto buttarvi in un fosso ai margini della strada o lungo gli argini del Grande Fiume Po.

È il 12 agosto 2017:

sotto il sole cocente la cesta con una mamma gatta e i suoi tre gattini (nella foto a sx) giace accanto al cancello di una casa che pare disabitata.

Improvvisamente il rumore di un auto. Forse sono tornati a riprenderci, è il pensiero della gatta che non accetta l’abbandono. Il muso si sporge dalla cesta e i suoi occhi vivaci osservano una donna accaldata che scende dalla vettura e si avvicina al cancello per aprirlo. Ancora non ha notato la cesta. Ha le chiavi in mano e l’auto piena di borse. Mentre apre il baule per scaricare sente un flebile miagolio. Si guarda intorno per vedere chi dei suoi quattro gatti si lamenta del suo ritardo. Nessuno di loro, dormono tutti beati all’ombra del grande faggio accanto alla casa. Eppure la donna è sicura di aver udito un miagolio. Si guarda intorno un po’ perplessa. Eccolo, lo sente di nuovo: non è uno solo. Sembra un concerto a più voci. Mentre torna verso il cancello per richiuderlo capisce da dove proviene quel lamento: c’è una cesta! Si avvicina e lentamente allunga il collo per vedere cosa contiene: una gatta la fissa spaesata, mentre i suoi cuccioli non smettono di tettare. Senza alcuna esitazione la donna afferra la cesta e la porta in casa per riparare la gatta e i tre gattini dal solleone. Le dà da bere e da mangiare, pensando che sia sfinita a causa dell’allattamento, ma anche dell’afa. I cuccioli sono piccolissimi, forse hanno uno, al massimo due giorni. La gatta è diffidente, ha paura. Ricorda solo la mano che l’ha messa nella cesta, il rumore dell’auto che si allontana e quel cancello chiuso. Non è facile per la donna conquistare la sua fiducia, specialmente dopo l’abbandono.

Passa un giorno e la donna pensa a cosa fare con la gatta e i suoi cuccioli. Vive in campagna, dove i suoi quattro gatti entrano ed escono di casa senza problemi, ma adottarne altri quattro non è proprio possibile. Decide così di chiedere aiuto. Per prima cosa scatta una bella foto della gatta con i cuccioli e la posta sul suo profilo di Facebook, ma per essere certa che il suo appello funzioni scrive al quotidiano locale con la preghiera di pubblicare l’annuncio nel quale si offre l’adozione dei gattini. Quest’ultimo ha l’effetto desiderato. Una coppia di giovani si presenta davanti al cancello della sua casa e sceglie un cucciolo.

È ancora troppo presto per separarlo dalla madre e così i ragazzi tornano più volte per sincerarsi che il gattino prescelto stia bene fino quando sarà svezzato e potranno finalmente portarlo nella loro nuova casa. La seconda a presentarsi al cancello è una signora anziana amante dei gatti e in cerca di compagnia, mentre il terzo cucciolo, una femmina, resta vicino alla famiglia e viene adottato da un parente e sarà battezzato Pelosa (nella foto a dx).

 

E la gatta?

Chi, Zoe? Zoe (nella foto a sx) vive felicemente con Emanuela ed altri due gatti, Minnie e Cosimo, nella grande casa di campagna, dietro quel cancello in cui una mano l’ha abbandonata e un’altra l’ha accolta dandole fiducia e facendole ritrovare l’amore perduto.

 

 

 

10 dicembre 2018
# gatto, adozione, abbandono,

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