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19 novembre 2018

Il gioco del gatto

Perché il gioco del gatto, fin dalle prime settimane di vita, è importante? Quali sono i diversi tipi di gioco e a cosa servono? Perché continuare a giocare con il vostro gatto anche quando diventa adulto? Tutto quello che dovete sapere per favorire una crescita sana giocando con il vostro a-micio e garantirgli un benessere psicofisico duraturo.

 

La funzione del gioco del gatto

I gatti amano giocare. Il gioco si manifesta fin dalle prime settimane di vita e un ambiente stimolante può favorire la sua voglia di giocare e influire sul suo benessere psicofisico. Ecco perché dovete sempre stimolarlo al gioco e fare le veci di un altro gatto quando il vostro amico non vive con altri suoi simili.

Il gioco del gatto rappresenta un aspetto fondamentale nella sua crescita. Già dalle prime settimane di vita il cucciolo inizia a interagire con gli altri individui o gattini della stessa cucciolata proprio attraverso il gioco. Grazie al gioco migliora la conoscenza degli altri: inizialmente della madre e degli altri cuccioli, successivamente dell’uomo o di eventuali altri animali domestici con cui il cucciolo viene in contatto. Il gioco è anche uno stimolo fisico e mentale importante, che – se perpetrato anche in età adulta – garantisce al gatto uno stato di benessere psicofisico completo.

Le funzioni del gioco per il gattino non sono solo ludiche, ma influiscono anche sul suo sviluppo cognitivo e motorio. Attraverso il gioco, il gattino affina i sensi e acquisisce le abilità difensive e predatorie.

 

Le diverse forme del gioco del gatto

Sia nei cuccioli sia nell’adulto – anche se man mano che il gatto cresce la voglia di giocare diminuisce – esistono differenti forme di gioco: quella tra due o più individui: “gioco sociale”; quella esplorativa e di conoscenza dell’ambiente, “gioco locomotorio”; infine, il gioco con oggetti che stimolano il suo istinto predatorio simulando la caccia.

 

il gioco del gattoIl gioco sociale

Il gioco sociale è fondamentale nel cucciolo già dalle prime settimane di vita. Si manifesta infatti dalla terza/quarta settimana e raggiunge il suo picco tra le 9 e le 14 settimane, poi diminuisce di frequenza e intensità lasciando il posto ad altre forme di gioco.

Fin da subito, dunque, il gattino impara a comportarsi e comunicare: quando coinvolge altri cuccioli o gatti adulti il gioco sociale serve a simulare comportamenti agonistici e predatori.

Le posture più frequenti nel gioco sociale sono:

  • mettersi a pancia all’aria e colpire il compagno di gioco con le zampe anteriori e posteriori;
  • stare in piedi con la schiena arcuata, colpendo le zampe e mordendo il compagno di gioco;
  • saltare di lato: sempre con la schiena arcuata, la coda dritta e il pelo sollevato sul dorso;
  • attaccare: il gattino, dopo essere stato accovacciato, si lancia in avanti verso l’avversario;
  • impennarsi, restando in verticale appoggiato solo sulle zampe posteriori;
  • inseguire e fuggire, con inversione regolare dei ruoli tra predatore e preda dei due compagni di gioco;
  • saltare in orizzontale, ciò avviene spesso negli inseguimenti;
  • boxare: i due gatti l’uno di fronte all’altro si colpiscono con le zampe anteriori come due veri pugili.

Morsi e graffi

Il gattino gioca con i morsi dopo tre settimane di vita. A 4 settimane sviluppa anche il gioco della lotta. Queste forme ludiche di apprendimento servono a imparare come si inibisce il morso. Il gioco della boxe, invece, favorisce l’apprendimento dell’inibizione al graffio. Sono forme di gioco sociale in cui i gattini fanno capire all’avversario quando il “gioco si fa duro”: attraverso il grido segnalano all’altro di ridurre l’intensità del morso o addirittura interromperlo. Se ciò non avviene di solito interviene la madre colpendo il cucciolo disubbidiente sulle zampe e interrompendo la loro attività ricreativa: in questo modo i gattini imparano a controllarsi.

Il gioco locomotorio

Questo tipo di gioco sopraggiunge dopo il gioco sociale, intorno alle 7 settimane di vita, cioè quando il gatto ha sviluppato maggiormente le sue capacità visive e motorie. Intorno alle 16 settimane diventa il gioco più comune rispetto al gioco sociale e resta fino all’età adulta, per assestarsi intorno ai 5 mesi. Anche i gatti adulti se in compagnia di altri felini o stimolati dall’essere umano continuano a giocare volentieri.

Questa forma di gioco è legata alle attività esplorative: osservare, annusare, ascoltare, correre, saltare e arrampicarsi.

Il gioco con oggettiil gioco del gatto

Si tratta di un’altra forma di gioco individuale che serve per lo sviluppo predatorio del gattino. Di solito usa giochini come topolini finti oppure oggetti – come le vostre ciabatte – per stimolare il suo istinto predatorio. Tra i comportamenti più frequenti ci sono: tirare, spingere, colpire, afferrare, prendere in bocca, mordere, arrampicarsi e saltare sia verso l’alto sia verso il basso.

I giochi più stimolanti

Gli oggetti più stimolanti sono giochini mobili e con superfici complesse che permettono movimenti imprevedibili; sono inoltre ottimi quelli che suonano poiché ricordano al gatto lo squittio della preda.

Attenzione! Meglio non lasciare tutti i giochi sempre a disposizione del gatto. Alternarli serve a stimolare e tenere vivo il suo interesse!

 

il gioco del gattoLo sapevate che…

Ritualizzare un comportamento significa enfatizzarlo senza però arrivare alla sua fase conclusiva come nel caso di morsi e graffi che però non arrivano mai al ferimento dell’avversario. Questo serve per evitare di farsi male e mantenere il gioco come un contesto piacevole. Nel caso del gatto adulto la ritualizzazione dei comportamenti agonistici ha un ruolo diverso, ma simile: cercare di evitare l’attacco vero e proprio per non rischiare di farsi male.

 

 

 

 

 

 

Le foto utilizzate sono a puro scopo redazionale e sono tratte da unsplash.com